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Core battery
Battery holder Powerpax SlimLine 4 x CR123
Battery holder Powerpax 12 x AA
Lithium photo battery CR123A
Battery 18650 USB Li-Ion 3.6V 3,400 mAh
Battery 18650 3.7V 3600mAh
Li-ion battery 16340 ARB-L16-70
Battery 21700 DC0101
Li-ion battery 18650 ARB-L18-3500 mAh
Battery MN-ALK. Mignon AAA 1.5V R6S
Micro AAA Red-Line battery 20-pack
Li-Ion battery type 21700 6000mAh NL2160
Battery 18650 3.7V 2600mAh Micro-USB
Battery Mignon AA Red-Line box of 20
Alkaline AAA battery 1.5 V pack of 8
Battery 21700 DC20045B
Con le batterie come fonte di energia sei sempre rifornito in modo indipendenteA parte il corretto verso di inserimento nel rispettivo apparecchio e la regola secondo cui solo gli accumulatori possono essere ricaricati, mentre le normali batterie no, in generale non ci sono particolarità da osservare.
Prima di inserirle, bisognerebbe però assicurarsi che siano completamente cariche o che offrano ancora sufficiente energia, qualora non si tratti di accumulatori ricaricabili. Alcune classi di dispositivi hanno già problemi con batterie solo a metà carica, che possono manifestarsi in modo molto diverso. Dall’arresto completo a piccoli difetti meno gravi, che però non lasciano subito pensare alla batteria come causa.
Quando si inserisce la batteria, come detto, bisogna fare attenzione a non invertire il polo positivo e quello negativo. Dove si trovano è riconoscibile direttamente sulla batteria. Il segno meno indica il polo negativo, il segno più indica il polo positivo. Il verso in cui la batteria deve essere inserita è indicato sul o nel rispettivo dispositivo.
Nel peggiore dei casi, durante l’uso delle batterie può accadere che il dispositivo non funzioni. In tal caso, la batteria è stata inserita in modo errato oppure non è adatta al dispositivo. Di norma non si verificano danni, purché si rispetti la polarità. Ciò che però va assolutamente osservato, per prevenire la fuoriuscita delle batterie, è di rimuovere le fonti di energia dal dispositivo e conservarle separatamente in caso di inutilizzo prolungato. In caso contrario, tendono purtroppo spesso a perdere lentamente liquido. L’acido della batteria non deve essere rimosso a mani nude.
Prima di scegliere una batteria adatta, bisogna considerare dove verrà utilizzata. Il tipo di cella necessario può essere consultato nel manuale d’uso del rispettivo dispositivo. Il tipo di batteria richiesto è di solito indicato anche all’interno del dispositivo stesso.
Le batterie del nostro assortimento possono essere ricaricate in modo ottimale con i nostri caricabatterie. Questi permettono la ricarica simultanea di più accumulatori.
Oltre agli accumulatori NiMH e NiCd offriamo anche batterie al litio, agli ioni di litio e a bottone. Prodotti come il caricatore MagLite stanno riscuotendo una popolarità sempre crescente. Le batterie si differenziano in particolare per dimensioni e potenza, ma anche per il comportamento in fase di ricarica. Questi fattori dovrebbero essere adattati individualmente al rispettivo ambito di utilizzo.
Da un gran numero di frutti è possibile generare elettricità. Ciò vale in particolare per gli agrumi. Questa batteria funziona al meglio con uno o più frutti. Gli agrumi contengono molta acidità, il che li rende adatti a questo tipo di produzione di corrente.
Per generare corrente da un limone sono inoltre necessari due diversi tipi di metallo, che vengono inseriti nel frutto. Questi due metalli diversi costituiscono gli elettrodi della batteria, ai quali si può prelevare la tensione. Essi provocano nel limone una reazione chimica necessaria alla produzione di corrente.
Come costruire una batteria al limone Per prima cosa si realizzano i due elettrodi per la batteria. Si ritaglia a tale scopo una striscia larga un centimetro e mezzo e lunga sei centimetri di una lamina di rame e una di zinco. In alternativa si possono usare anche monete di rame. Per l’elettrodo di zinco si può utilizzare anche un filo di zinco. Successivamente si prende il limone e si infilano entrambe le strisce metalliche attraverso la buccia fino alla polpa. Le strisce non devono toccarsi all’interno, perciò dovrebbero essere tenute a una certa distanza l’una dall’altra. I due poli forniscono quindi la tensione. La striscia di rame è sempre il polo positivo. Collegate ora un piccolo apparecchio elettronico (ad es. un orologio) per testare la batteria al limone.
Sì. Anche in un dispositivo spento può scorrere una piccola corrente che, col tempo, può portare a una scarica profonda, danneggiando l’accumulatore fino a distruggerlo. Ma anche le batterie acquistate possono colare facilmente se vengono lasciate a lungo in un apparecchio inutilizzato.
Ciò dipende dal caricabatterie e dal tipo o dalla tecnologia dell’accumulatore. In linea di massima si può dire: più alta è la corrente di carica, più velocemente la batteria si carica. La ricarica normale dura circa 10–15 ore. La ricarica rapida è possibile in 2–3 ore, ma per questo le batterie devono essere assolutamente adatte.
Oltre alle ormai praticamente standard batterie ricaricabili al nichel-metallo idruro (NiMh), ancora oggi gli accumulatori al nichel-cadmio (NiCd) hanno talvolta la loro ragion d’essere. Ad esempio, nei telefoni cordless costantemente in carica, che trascorrono circa il 95% del tempo nella base di ricarica, le batterie NiMh sarebbero nettamente meno adatte. La tecnologia NiCd sopporta meglio questa ricarica continua. Il quasi non plus ultra è naturalmente la tecnologia agli ioni di litio o LiIon, utilizzata anche nei moderni cellulari e smartphone. È sì tra le più costose, ma anche tra le più ricche di energia tra le "barrette di potenza". Un ulteriore, seppur minimo, sviluppo di questa tecnologia è la LiPoly o polimeri di litio. Per auto e moto si utilizzano per lo più batterie al piombo, che a causa del loro compito principale, ovvero l’avviamento dei veicoli, sono molto pesanti. Durante l’avviamento si generano infatti carichi molto elevati per brevi periodi, resi possibili solo da una bassa resistenza interna. Le batterie al piombo si dividono grossomodo in batterie liquide e batterie al gel. Tra le tecnologie un po’ a parte troviamo le pile zinco-carbone, dette anche pile secche, e le celle argento-zinco.
Le nuove batterie ricaricabili hanno subito la loro piena capacità? No. Le nuove batterie raggiungono le loro massime prestazioni solo dopo alcuni cicli di carica e scarica.
Le batterie ricaricabili possono perdere fino all’80% della loro carica nell’arco di tre mesi. La velocità dipende anche dalla temperatura ambiente. Vale la regola: più alta è la temperatura, maggiore è l’autoscarica.
Sì. Gli accumulatori andrebbero caricati preferibilmente a temperatura ambiente. Si consiglia un intervallo di temperatura compreso tra 15 e 30° C.
No. Possono diventare tiepidi, ma non caldi. Se ciò accade, sono sovraccarichi o difettosi. Un buon caricabatterie rileva l’aumento di temperatura e si spegne automaticamente o riduce di conseguenza la potenza di carica. A questo scopo sono particolarmente indicati i caricabatterie elettronici, poiché, controllati da microprocessore, monitorano continuamente il processo di carica di ogni singola batteria inserita.
Se si punta però a una durata davvero lunga, è meglio ricorrere alle cosiddette batterie alcaline invece che agli accumulatori. In termini di potenza, queste ultime sono difficilmente superabili da qualsiasi batteria ricaricabile. Lo svantaggio: anche se prima o poi si esauriscono, non possono essere semplicemente gettate via durante il tragitto, perché ciò sarebbe dannoso per l’ambiente. Il fatto che non possano essere ricaricate è anche il loro principale svantaggio.
Questi permettono di classificare la loro dimensione e la tensione. Le batterie e gli accumulatori più conosciuti sono le celle con fattore di forma AA, chiamate anche batterie Mignon o R6. Forniscono 1,5 Volt. Il secondo tipo più diffuso dovrebbe essere AAA, che può essere chiamato anche Micro e fornisce 1,2 V.
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